L’altra faccia della medaglia…

MOOD OF THE DAY : 😍 🆚 😔

Il tempo continua a passare veloce, davvero tanto veloce, così veloce che a volte ho l’impressione di non averne più abbastanza per godermi come vorrei ciò che di bello c’è nella mia vita in questo momento.
Non fraintendetemi, non ci sto ripensando.
C’è una parte di me che non vede l’ora di partire, che ogni giorno sogna l’America ed è impaziente di salire su quell’aereo ed iniziare quest’avventura. Però c’è anche un’altra parte di me, quella che solitamente cerco di tenere nascosta, che si chiede quante notti insonni passerò per colpa della nostalgia e della mancanza di alcuni luoghi, di alcuni gesti, ma soprattutto di alcune persone che fanno parte della mia vita in questo momento e che vorrei poter tenere accanto a me in ogni istante.

Uno crede sempre di non essere soddisfatto della propria vita, fino a che un giorno si ferma a pensare a come si sentirebbe se dovesse lasciarla da un giorno all’altro e ricominciare tutto da zero e si rende conto che forse quello che ha non gli fa proprio schifo come credeva.

Spero solo che quando sarò dall’altra parte del mondo, a più di 10.000 km di distanza da tutte le persone che amo di più nella mia vita, seduta da sola a fissare l’oceano in preda ad una delle inevitabili crisi nostalgiche che avrò, riuscirò a pensare:

“Mi mancate tutti, si, ma se sono qui c’è un motivo,
e so che ne vale davvero la pena…!”

Che poi alla fine io mi conosco, sono una che si adatta in fretta ai cambiamenti e forse è per questo che per 3/4 del tempo penso a quanto non vedo l’ora di partire e a quanto sarà emozionante quest’esperienza! Il fatto è che più si avvicina il 1° Giugno e più le due parti di me fanno a lotta per prevalere l’una sull’altra (il che, se devo dirla tutta, mi sta facendo diventare alquanto lunatica negli ultimi tempi).

Ultimamente mi capita spesso di pensare alla mattina della partenza.
Cerco proprio di immaginarla. Immagino i miei e mia sorella che mi accompagneranno in aeroporto, immagino la loro espressione nel momento in cui dovrò salutarli per dirigermi verso il check-in senza sapere quanto tempo passerà prima di poterli rivedere e immagino la sensazione di terrore che mi invaderà quando mi renderò conto che non sto partendo per una semplice vacanza ma per una nuova vita.

Ovviamente, tra i motivi per i quali mi dispiace lasciare l’Italia, il più grande è sicuramente la mia famiglia!
L’altra sera, ad esempio, ero a casa con mia cugina Sara e stavamo preparando i biscotti per il Thè delle 5. Suonano alla porta, vado ad aprire ed era mia sorella. Appena ho aperto mi ha abbracciata forte e mi ha detto:

“Ti prego Fede, non partire, rimani qui, io come faccio senza di te?”.

Ecco, questi sono i momenti che mi distruggono. Mi sento un po’ egoista ad andarmene ed “abbandonare” tutti.
Se poi penso al fatto che il 14 Luglio mia sorella farà 18 anni ed io non sarò presente al suo compleanno, mi sento davvero male!😔 E per qualcuno può sembrare una cavolata, lo so, ma io e lei negli ultimi tempi ci siamo legate molto di più di quanto non lo fossimo in precedenza, perciò è veramente dura.
Nonostante tutto, comunque, la mia famiglia è sempre stata la prima a sostenermi e “tifare” per me. Sono contenti di vedermi realizzare i miei sogni, in particolare QUESTO sogno. Nessuno mi conosce meglio di loro.. e nessuno, meglio di loro, sa per quanto tempo e con quale intensità ho sognato l’America, giorno e notte, negli ultimi 10 anni!
So che non ce l’hanno con me, so che capiranno il motivo della mia distanza e questa è l’unica cosa che mi da un po’ di sollievo quando i brutti pensieri invadono la mia mente.

Nel frattempo, comunque, mentre continua la lotta interna nella mia testa, il tempo scorre alla velocità della luce… pensare che ho scritto il post sull’appuntamento in Ambasciata più di un mese fa e a me non sembra assolutamente passato tutto questo tempo! Lì mancavano 80 giorni alla partenza… oggi ne mancano 37!!!

…è incredibile! Solo 37 giorni… cioè 1 mese e 6 giorni!

Ieri Cultural Care mi ha anche inviato i dettagli del volo per New York!
Farò scalo e viaggerò da sola, ma poco male! Guarderò tanti film e avrò molto tempo per riflettere sulla mia nuova vita (come se non ne avessi già avuto abbastanza nei 4 mesi pre-partenza😆).

Per oggi credo possa bastare con le chiacchiere. Volevo solo rendervi un po’ partecipi del casino che ho dentro in questo periodo! Tutto normaleeeeee!😉
Nuove esperienze, nuove paure, nuove emozioni… ma andrà tutto bene, ne sono certa!☺️

Ci sentiamo presto, miei cari!
Un mega bacione!😘💋❤️

Stato

Una mattinata in ambasciata😄 La richiesta del visto J1

MOOD OF THE DAY : 😍🇺🇸✅

Quanta felicità può racchiudersi nella semplice frase…

❝ Congratulations Federica! Your visa has been approved! ❞

Rende tutto più concreto, tutto più reale, nonostante io faccia ancora molta fatica a realizzare pienamente quanto cambierà la mia vita tra poco più di 2 mesi.

Comunque, la mattinata è stata intensa ma abbastanza rilassata!
Una di quelle giornate che partono stranamente con il piede giusto e continuano senza particolari intoppi! Una cosa più unica che rara, insomma!
Vi racconto un po’ come è andata:

▸ Ore 7:00 • Suona la sveglia!! Mi alzo, mi preparo… niente colazione, però, cosa molto molto insolita per me che solitamente se non faccio colazione appena sveglia non riesco neanche ad aprire gli occhi. Nonostante questo niente cali di zuccheri o crisi isteriche😂… probabilmente l’idea della colazione alla Bakery programmata già dalla sera prima è riuscita a tenermi in vita e a darmi da sola la forza per fare tutto.😜

▸ Ore 8:30 • Esco di casa, c’è un sole meraviglioso!!☀️ Passo in cartoleria per stampare i fogli da consegnare all’ambasciata (visto che la mia stampante ha deciso di non funzionare), poi salto di nuovo in macchina e mi dirigo finalmente verso il maledettissimo traffico del centro della Capitale convinta che avrei passato le successive due ore bloccata sulla Salaria. E invece no… SURPRISE! Niente traffico!!! E che cavolo è successo?😯
Vabbè, non faccio domande, mi godo il miracolo e, siccome il mio stomaco inizia ad imprecare per l’assenza di cibo, faccio una piccola deviazione verso Piazza Istria.

▸ Ore 9:00 • Imbocco Corso Trieste e… tadaaaaah! Trafficoooo!

“Certo che te la sei andata proprio a cercà, eh Federì!”

E invece no! Era solamente colpa dell’autobus in sosta alla fermata. Appena ripartito si è liberata la strada e in un minuto sono arrivata a Piazza Istria e soprattutto ho trovato un parcheggio bianco esattamente di fronte alla Bakery. Mai successo in 3 anni che frequento quel posto!
Niente traffico, niente ritardo, niente problemi… tutto secondo i piani!
Direi che la mia fantastica colazione americana me la sono veramente goduta fino in fondo!

NY Cheesecake con frutta fresca e caffè americano!
Che botta di vita, ci voleva proprio!☕️🍰❤️

bakery_house_federica_rossini

 ▸ Ore 9:30 • Riprendo la macchina, è ora di andare all’ambasciata! Fortunatamente Via Vittorio Veneto è a 10 minuti di macchina dalla Bakery, ma ero già psicologicamente pronta a fare tardi all’appuntamento per colpa del parcheggio… e invece ennesimo miracolo della giornata! Arrivo e appena giro l’angolo… eccolo lì! A 50 metri dall’ambasciata.

▸ Ore 10:00 • Puntuale come un orologio svizzero mi presento con tutti i miei bei documenti all’entrata (senza cellulare, fotocamere o altro perché non si possono introdurre oggetti elettronici).

NB: *Solo la persona che ha l’appuntamento può entrare all’interno del consolato, quindi andateci da soli, tanto se vi fate accompagnare da qualcuno poi dovrà rimanere fuori ad aspettarvi perché non è consentito l’accesso.*

Ci sono già un po’ di persone in fila. Mi chiedono orario dell’appuntamento e il passaporto e poi mi dicono di attendere lì.
Io, nel frattempo, mi godo il sole, inizio a guardarmi intorno e ad osservare gli autobus che passano sulla strada: il 63!! L’avevo guardata sempre da lì dentro l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, mentre passavo la mattina per andare in università. Ogni volta mi chiedevo se avrei mai avuto la possibilità di entrarci… e adesso eccomi qui. Chi l’avrebbe mai detto che ci sarei riuscita davvero?!

▸ Ore 10:15 • Ci fanno entrare, poi chiamano una persona alla volta per il controllo. Guardano i documenti, passo sotto al metal detector e, da brava tonta, non mi ero ricordata che pure le chiavi della smart sono elettroniche. Poco male, le lascio lì e mi danno un cartellino per ritirarle più tardi.
Entro nella sala principale. Se devo dire la verità mi aspettavo qualcosa di un po’ più “professionale”: è un semplice ufficio con una piccola sala d’attesa e degli sportelli dai quali, di volta in volta, chiamano i numeri. Tipo alla posta.
Mi siedo e dopo 2 minuti sento chiamare il mio nome. Mi rialzo e mi dirigo verso il signore che mi ha chiamato (non ho la più pallida idea di chi fosse, sinceramente. Non so categorizzarlo.) che, appoggiato ad un tavolo al centro della sala d’attesa, mi chiede in inglese di mostrargli i documenti e la foto e poi sorridendo mi fa “Vedo che sarai un’Au Pair in California, è una bella esperienza, buona fortuna!”. Mi assegna il numeretto e torno al mio posto.
Attendo una ventina di minuti, poi chiamano il mio numero e mi avvicino allo sportello.
Una ragazza molto gentile, tutta sorridente e allegra mi saluta e poi parlando in italiano mi fa “Ahh un visto J1! Sei la prima della giornata!”. Mi da un opuscolo dove sono scritti tutti i diritti dei lavoratori che entrano negli States con visto J e mi dice di conservarlo e chiamare immediatamente quei numeri nel caso in cui dovessi riscontrare una qualsiasi violazione dei miei diritti durante il mio anno alla pari. Mi prende le impronte digitali e ritira il mio passaporto, poi mi dice di attendere la chiamata per l’intervista con il console.

Attendo altri 15 minuti durante i quali vedo negare un visto ad un ragazzo che stava richiedendo il ricongiungimento familiare perché i suoi zii vivono a New York. Secondo me la gente non l’ha ancora capito che per ottenere la green card non basta avere gli zii in America, e questo è il motivo principale per il quale ogni volta che sento qualcuno dire “vabbè ma io c’ho tutta la famiglia negli Stati Uniti! Mi trasferisco quando voglio” mi faccio grasse risate. Fanno fatica ad ottenerlo pure quelli che hanno i genitori o i fratelli lì, figuriamoci chi ha solo zii o cugini. Il bello è che questo è pure uscito dall’ufficio sbraitando come un matto e dicendo “ma qui sono tutti pazzi!”.😂

Vabbè, tornando alla mia intervista. Sento chiamare il nome, mi avvicino e… il console è una donna, molto simpatica anche lei! Parliamo in tranquillità, in inglese ovviamente, mi chiede in che città della California abiterò, se ho fatto qualche video-chiamata con la famiglia tramite Skype, di quanti bambini mi prenderò cura e se sono mai stata negli States prima d’ora, ma tutto questo in “stile chiacchierata”, niente terzo grado come temevo io! Mi ripete anche lei di tener conto dei numeri sull’opuscolo e di far sempre valere i miei diritti. Infine mi guarda e sorridendomi mi dice “Congratulations Federica! Your visa has been approved!”. 

▸ Ore 11:00 • È andata! Anche questa è andata! Esco dall’ambasciata, saluto tutti (pure i militari di guardia fuori dall’ambasciata mi hanno augurato buona fortuna e buon viaggio!😂 Tutti gentilissimi oggi, non mi pareva vero!!) e torno alla macchina con un sorriso immenso e tanta felicità.

Era l’ultimo step… non c’è altro da fare! Manca ancora un po’ alla partenza… 80 giorni che spero passeranno molto molto in fretta! Ma per ora voglio pensare solo a godermi i miei amici, gli aperitivi, le cene, l’arrivo della primavera e le belle giornate come quella di oggi!😄

Scusate il poema, ma questa mattinata era da raccontare nei particolari!!
Un bacione grande grande a tutti!😘❤️